Così rapito in muta contemplazione io dimenticava me stesso.
Ad ogni istante mi proponeva di rivolgermi indietro, e di rifare i miei passi verso M**, ma il proposito moriva meco ad ogni volta. Qualche cosa di bizzarro avveniva dentro di me. V'erano come due forze in lotta che dirigevano il mio spirito. Mi lasciai guidare senza resistere per entro una fitta macchia di caprifoglio--nè sapea dire a me stesso che cosa andassi a fare, nè comprendere quale misterioso fascino mi attraesse mio malgrado.
Mossi alcun poco sopra una via scabra, e scorsi a me d'innanzi, non più lungi d'un trar di sasso, un'ombra.
Mi accostai. L'ombra diveniva più oscura man mano che il sole scompariva dietro i monti lontani; ma ad un tempo che io mi avvicinava, i suoi contorni pareanmi più spiccati.
Non so perchè io impiegassi così gran tempo ad arrivare. Ma il mio giubilo fu più grande, quando, presso a quella creatura, riconobbi Ortensia. Un grido di meraviglia morì sulle mie labbra. Ella era lì, presso a me, sola con me, col pensiero forse a me rivolto. Qual mai mortale gustò in terra tanta ambrosia di cielo?
Mi volgeva le spalle. Io mi accostai ancora posando una mano sul cuore agitato, e rattenendo il respiro per non palesarmi. Già io sfiorava col capo incurvato sopra il suo omero i suoi capelli agitati dal vento... E tuttavia non fè motto. Mormorava non so quali parole, ed aveva in mano un fiore sfogliato--una margherita bianca, l'ingenua sibilla d'amore.
All'improvviso, non so se per potenza di desiderio o d'amore, ma certo per forza soprannaturale, mi sentii così in contatto con essa, da confondere l'anima mia colla sua, e sentire i sentimenti suoi, e pensare i suoi pensieri, e vivere della sua vita: un accento soave mormorava nella mia doppia intelligenza una domanda: "amo io davvero Giorgio?"
Più atterrito forse del fenomeno, che giubilante della rivelazione, diedi un grido... Ella si volse spaventata, e le sue labbra si scontrarono colle mie...
* * * * *
E mi ridestai sul mio letto, e tesi le braccia come per stringere qualche cosa che mi appartenesse, e che io non volessi lasciarmi sfuggire... Ahi! la visione era sparita.