Usciti d'infanzia gli uomini sogliono arrossire di buon'ora del loro passato; e la maggior offesa che altri possa far loro è di rammentarglielo. L'età senile giunge sempre troppo presto a vendicare siffatto oltraggio. Ma poi che io non mi vergogno che vi sia stata un'età della mia vita in cui ero fanciullo, non mi dorrà neppure di confessare che fatto uomo seppi rinnovarmene alcun tempo le dolcezze."
XXX.
"Un giorno io era rimasto assente di casa più dell'usato; al mio ritorno Clelia mi venne incontro alquanto imbronciata. Le prodigai mille carezze e il suo malumore fu ben presto dissipato; ma rimase nel suo volto come una impronta indefinibile di mestizia e di sbigottimento, e un abbandono soavissimo nelle sue membra.
Io non sapeva che pensare; ella mi nascondeva qualche cosa; pareva a quando a quando volermisi accostare per rivelarla, e che l'animo non le bastasse.
--Che hai? le chiesi ponendomi all'improvviso d'innanzi ad essa, e carezzandole le guancie colla mano.
Arrossì, si turbò nella risposta, e tentando districarsene, si confuse peggio.
--Ho paura.... balbettò poco dopo; ma non disse altro.
--Di che?
Invece di rispondermi si gettò fra le mie braccia e nascose il capo sul mio omero."