Nell'uscire salutò cortese più del solito il mio amico; e ci avviammo per la campagna.
--Dove andiamo noi, domandai un'altra volta.
Ella pose ancora l'indice attraverso le labbra. Era un segreto."
XXXVI.
"Uscimmo per la porta più vicina. Clelia era fuor di sè dell'allegria; si attaccava al mio braccio, e mi lasciava improvvisamente per correre ad accarezzare la bambina, la quale incominciava a muovere i primi passi da per sè.
La balia era una buona donna, che amava molto la piccola Bianca. Non aveva voluto lasciarci, non avevamo voluto che ci lasciasse e continuava a starsene con noi. Anch'essa era giubilante, seguiva attenta i passi incerti della bambina, e quando minacciava di cadere se la toglieva sulle braccia e correva inseguita dalla mamma.
Si andò a caso un gran pezzo.
--Dove andiamo noi, in fede mia?
Clelia non pose più l'indice attraverso le labbra, ma si fece presso a me sorridendo, e mi disse di non saperlo; e che la bambina aveva appetito, e da gran tempo rifiutava il latte; però bisognava cavarsi da quest'impiccio.
Per buona ventura lì presso, a un trar di sasso appena, era una bicocca mezzo sepellita dai gelsi; però fattomi innanzi, vidi penzolare un'insegna irruginita che non era avara di promesse a chi voleva tentare l'esperimento.