—E Faustino, per la disperazione, si farà la chierica, e si farà chiamare frate Bonaventura, dice un altro ridendo.
—Sai… Valente ha comperato un bel baio.
—E il virtuoso Felice ha giuocato ed ha perduto… cinquanta centesimi.
—Ieri abbiamo fatto una cena al Gnocchi,
—Giusto… che n'è del giornalista? chi ha visto Ilario?
—Io! È indisposto; la cena gli ha fatto male…
—Sempre la stessa mala lingua; non potendo fare un articolo critico, ha fatto un'indigestione.
Donato in mezzo ai razzi di buon umore e di spirito, si accontenta di star zitto e di dondolarsi sulla poltroncina fumando, e quando finalmente dice una parola, tutti ridono in coro, pronti a giurare che non hanno mai inteso nulla di così spiritoso. Così accade spesso nei circoli e fuori.
Ma al nostro eroe è entrata in capo un'idea, e checchè egli faccia, non vuole più uscirne… «Valente ha comperato un bel baio…» lui, Valente, quegli appunto che gli ha guadagnato le sei mila lire!
Certo il demonio gli ha detto: «Tu non penserai a questo, a te non importa dell'uso che Valente ha fatto del denaro guadagnato al gioco.»