«Oibò, risponde l'altro; la vera arte di vincere io la so, e non è quella.

—E qual'è?

—È un'arte che non s'insegna: saper aspettare il momento buono….

—E chi te ne avverte del momento buono?

—Non so chi, ma qualcuno certo; pigliando in mano i dadi o le carte, vi sono delle volte che io sono sicuro di fare un grosso punto e di vincere la partita; è come un buon vento che dura un quarticino d'ora, raramente mezz'ora; bisognerebbe saper cogliere il destro una volta, puntar grosso e poi non giocar più.

—E allora perchè non ti sei fatto milionario? Avessi io un vento simile!… Oibò, il vero sistema l'ho già esperimentato; è la teorica delle probabilità. Valente per esempio fa banco; io mi schiero fra i puntatori ed aspetto che egli abbia vinto tre o quattro volte; alla quinta punto ed ho quattro probabilità di vincere.

—E perdi, perchè ti manca la quinta.

—È possibile, ma è più facile ch'io vinca, e se perdo raddoppio.

—E se ti trovi per caso a camminare contro vento vai alla malora….

—Vuoi proprio saperlo, dice il demonio di Donato, qual'è il vero modo di vincere? Il vero modo di vincere è di non giocare; guardati bene dal pensare che in un quarticino d'ora, di buon vento potresti ricuperare il denaro perduto, arrischiando solo una piccola moneta….