«So quel che mi faccio, dice socchiudendo un occhio furbescamente, so quanto vale il signor Donato, so fin dove posso arrivare senza rischio.

E ripete colla stessa dolcissima monotonia:

«La rivincita?…

Donato ci pensa, ha paura.

«Cento lire!…

Questa volta vince, e si arrabbia di non aver arrischiato di più.

«Dugento cinquanta.»

«Dugento cinquanta,» ripete il signor Asdrubale come un eco, intanto che distribuisce le carte; e non faccia complimenti, caso mai il fante di picche non le accomodasse… scelga lei…

Ma Donato crede di udire una voce che gli grida di no, e risponde che il fante di picche gli accomoda, e lo cerca baldanzoso fra le proprie carte, sicuro come è di trovarlo. Quella voce ha mentito, Donato perde; il signor Asdrubale apre il taccuino e segna colla matita centocinquana lire a suo credito.

Un mutamento avviene nello spirito di Donato.