Orazio entrò allora annunziando per la terza volta un appetito, un appetito!... Toniotto dichiarò invece che si sentiva svogliato. A tavola però fece la sua parte benone; deponeva, è vero, la forchetta ogni tanto, come se gli venisse meno il coraggio di andare avanti, ma poi si faceva animo, e ripigliava a trafiggere i bocconi di lesso e di arrosto con una indolenza sdegnosa. Disgraziato Toniotto! nessuno gli badava, io solo mi rivolgeva a lui ogni tanto per raccomandargli di mangiare e dargli il gusto di rispondermi che non aveva appetito. E intanto Orazio trionfava; gli occhi di Concettina non lo lasciavano mai quando egli descriveva la sinfonia udita poco prima nel castagneto, o ci annunziava, infervorandosi, il prossimo trionfo della musica descrittiva.
Suo padre lo guardava come la quercia guarda un meschino rampollo che le è nato al piede, crollando il grosso testone e brontolando qualche invettiva. A me, che gli stava al fianco, parve d’intendere due volte grullo, e una volta pezzo d’asino, ma non ne sono sicuro.
— Dottore, non vada in collera — mi raccomandò Orazio — so bene che lei la pensa diversamente, ma sentirà!
— Come la pensa? — mi chiese babbo Brighi entrando per la prima volta nell’argomento.
Io confessai alla buona la mia debolezza. — Non mi piace, — dissi — che la musica si metta in capo di fare le parti della letteratura.
— E perchè?
— Perchè non mi piacciono le statue dipinte del buon tempo antico, e la prosa da inventario della letteratura moderna.
— Le piacerebbe — mi chiese Orazio senza amarezza — che tornasse in onore la letteratura vuota d’una volta, quando, col pretesto di classicismo o d’idealismo, non si faceva che musica, cioè cattiva, musica?
— Cioè, si voleva fare — corressi — ma non ci si riusciva. Mi pare — soggiunsi — che sia indizio di decadenza il non saper chiedere ad ogni arte tutto quanto essa può dare, e nulla più.
— Bravissimo! — gemette Toniotto; ma siccome nessuno badò a lui, egli soggiunse, deponendo la forchetta sdegnosamente, che non aveva appetito, ma che era della mia opinione.