— Legga.

Mi porse una lettera, che veniva da Milano.

— È di mio fratello — mi disse babbo Brighi mentre io cercava la sottoscrizione... — Legga.

— Del babbo di Concettina?

— Proprio di lui... legga...

— Indovino — dissi — vorrà a casa la ragazza...

— Peggio, peggio... legga, legga forte.

Lessi.

«Carissimo fratello. Ho bisogno di consiglio, perciò ricorro al tuo affetto ed al tuo senno.»

Io m’interruppi un momentino, non potendo lasciar passare quest’ultima parola grossa senza guardare alla sfuggita il testone di babbo Brighi; ma egli insistè: «Vada avanti... legga...»