«... al tuo senno, ripetei, per un consiglio. Dopo la morte di nostro padre buon’anima, tu sei stato per me più che un fratello maggiore, sei stato un padre ed un amico.»
Questa volta avrei voluto vedere che smorfia faceva babbo Brighi, ma mi feci forza e non alzai gli occhi dal foglio.
«Si tratta di mia figlia. Concettina è in età da prendere marito, e bisogna pensarvi seriamente, perchè noi ci facciamo vecchi, Giovanni mio, e non potremo esserle sempre al fianco per proteggerla...»
Pigliai fiato e guardai in faccia babbo Brighi. Era propriamente sconfortato, e trovò appena la forza di ripetere: «Legga...»
«Non so se tu abbia mai visto nel mio studio un certo Ambrogio Nespoli, mediatore di seta, col quale ho delle relazioni commerciali; non è più di primo pelo, ma è giovane ancora: ha 34 anni. Non so come lo giudicheranno le ragazze di diciotto: a me non dispiace; alla mia Rita neppure. Egli mi ha fatto intendere che vorrebbe ammogliarsi; non ha mai visto la nostra Concettina, ma ne ha inteso dire un gran bene, ed è disposto a pigliarsela ad occhi chiusi, se essa lo vuole.
«Tu comprenderai che questo modo di maritare la mia ragazza non mi conviene: ho detto al Nespoli: vada a Pasturo, si presenti a mio fratello con qualche pretesto, cominci a vedere mia figlia, mi parlerà del resto in seguito.
«Egli ha accettato il consiglio e si propone di partire quanto prima. Ora tocca a te, fratello mio. Si tratta di leggere nel cuore di Concettina, di vedere se questo matrimonio non le repugna, e alla occorrenza di prepararvela. Ambrogio Nespoli è un buon partito, ma io non ho nessuna fretta di sbarazzarmi di mia figlia; una ragazza come Concettina può aspettare al sicuro, se l’amor proprio di padre non m’inganna. Ambrogio Nespoli non mi ha detto quando verrà da te; solo mi ha raccomandato di non isvelarti i suoi disegni, perchè egli è un uomo accorto e non si fida degli altri mediatori; ti dico quello che mi ha detto lui. Rita ed io però abbiamo creduto conveniente che tu sappia ogni cosa; lascio te giudice se convenga avvertire Concettina; io sono d’opinione che non le si dica nulla...»
— Anch’io! — esclamai con sicurezza.
— Anch’io — ripetè babbo Brighi: ma la sua voce velata non era che l’eco indebolita del suo grosso organo catarroso.
Babbo Brighi stette un poco in silenzio, cogli occhi fissi a guardare in terra lo stranissimo balocco che egli aveva avuto l’impudenza di architettare per proprio uso. Guardai anch’io al suolo, e parve a me pure di vederlo quello strano balocco. — Ahi! com’era ridotto! Che poteva ora farne il senno di babbo Brighi? Nient’altro che calpestarlo, ridendo, e disperderne i frantumi al vento. Così fece.