— Tutto è vano — dissi — lei non potrà già impedirgli di vedere la ragazza, non vorrà dire a Concettina di starsene in camera o di fingersi ammalata, perchè il signor Ambrogio non la veda e non se ne innamori.
— È vero — disse babbo Brighi scoraggiato. — E allora?
— Allora non ci è altro rimedio che costringere Orazio...
— Ordinare a mio figlio di sposare Concettina? — esclamò babbo Brighi — anche ordinarglielo?
— Non è questo — dissi — bisogna costringerlo ad innamorarsene, e non mi sembra difficile. Scommetto che, appena sa delle intenzioni del sor Ambrogio Nespoli, pianta il contrabasso per correre a Concettina, che non dirà di no.
— Non se lo merita — brontolò babbo Brighi — ma è proprio così. Lei, dottore, mi deve dare una mano in questa faccenda.
— Gliene do due — e gliele presentai ridendo.
Egli le prese, e non mi punì della mia imprudenza, non me le strinse quasi.
V.
Lasciato babbo Brighi, me ne andai alla casetta bianca, proponendomi di pigliare in disparte Orazio e di indurlo in tentazione; ancora non sapevo come sarei entrato in argomento, che linguaggio, e che tono, e che mimica avrei adoperato, e pure camminava frettoloso, come se avessi in tasca il mio specifico caldo caldo e mi si potesse raffreddare per via.