La faccia d’Orazio si era scolorita, ma non mi bastava. Chi non ha provato dai venti ai venticinque anni un po’ di gelosia inutile quando una bella ragazza cessava d’appartenere alla comunità dei giovinotti, legandosi con una promessa di matrimonio ad un giovinetto solo, o magari ad un vecchio?

— E Concettina? mi chiese l’amico mio.

— Concettina è in età da marito, e non può rimanere zitella; un giorno o l’altro bisogna pure che si risolva.

Non era questo che egli voleva sapere, ma solamente se Concettina.....

— Concettina non sa nulla, non ha mai visto il signor Ambrogio Nespoli, ma lo sposerà prima, e l’amerà poi.

Istintivamente, egli accostò le mani alla bocca, e con quanto fiato aveva in corpo, cominciò a gridare: «Concettinaaa! Concettinaaa!»

Concettina, arrivata all’estremità del viale, voltava in quel mentre.

— Concettina... a!...

La ragazza non udì nulla; ma il signore che le stava accanto alzò il capo, cercando di qua e di là.

— Concettina... a! gridò un’ultima volta Orazio, e si chinò reggendosi con una mano al pioppo per sventolare la pezzuola.