— Zitto... ho sentito rumore; la zia Angelica...
Camilla si accosta ad un uscio e si pone ad origliare, mentre Riccardo rimane immobile nel mezzo della camera trattenuto dal terrore. La povera donna approfitta di quell'istante per accendere la lampada.
All'improvvisa luce la camera piglia un aspetto nuovo; svanisce a un tratto quella sicurezza che rendeva l'uno audace e l'altro debole nel resistere.
Ecco, i due amanti si guardano come estranei; la loro intimità è cessata, l'imbarazzo si pinge vivamente sulle loro guancie, l'uno vede nell'altro la propria accusa...
Ciò che poc'anzi sembrava legittimo pare audace. Nuovi modi, nuovo linguaggio e quasi nuove persone; e tuttavia le stesse passioni.
Riccardo è sbigottito; bisogna ricominciare da capo, sfidare la presenza importuna dei mobili, le beffe ed i sarcasmi dei quadri appesi alle pareti. Da uomo avveduto, egli comprende che non conviene domandare tutto all'audacia, ma che bisogna attendere molto dalla febbre della passione.
Correte istanti felici dell'amore!...
LIX. Un marito che fa conti e una moglie che fa valigie.
Correggere con un po' di affetto semplice la tazza della voluttà, mettere accanto alle dolcezze affannose del tradimento le freddure dell'amore legittimo è un privilegio di narratori melanconici che, dopo aver trovato il modo di rendere noiosa la virtù, si ingegnano quanto sanno a rendere noiosa anche la colpa.
Chi scrive queste pagine non si nasconde il pericolo che corre, togliendo bruscamente l'amico lettore dallo spettacolo d'un'eroica moglie che ha fatto venire in casa l'innamorato sentimentale per aver il pretesto di mettere a prova la sua virtù. Ma chi sa come tutta l'arte del novelliere si riduca a farsi gioco abilmente della pazienza dei lettori, porrà questo salto repentino a carico della tirannia della narrazione.