— Un viaggio.. lungo...

— Lungo? E verso qual terra?

Al signor Pool non era più possibile contenersi! quel nugolo di mestizia, che vagava sulla sua fronte, scoppiò a un tratto; gli occhi gli si empirono di lagrime e un rantolo doloroso uscì dal suo petto.

— Al cielo! — balbettò egli con accento straziante.

Fissando paurosamente gli occhi al suolo, Riccardo ripetè come un'eco: al cielo!...

LXVI. Soliloquio.

Tutto quel giorno Riccardo fu in preda ad una angoscia indicibile. Un'immagine insistente, tormentosa, gli fu sempre nel pensiero: la morte di fratel Biagio.

Questo avvenimento inatteso, imprevedibile, pigliava in quell'occasione un aspetto sciagurato. Riccardo ne era come atterrito; ne rifuggiva, ma invano; la sua mente vi era trattenuta come da un fascino.

Le sue colpe, di cui non sapeva più celare a sè stesso la gravezza, s'ingrandivano spaventosamente sotto il martello del rimorso.

Quali erano stati gl'intendimenti segreti della sorte nel volere che la morte di quell'uomo onesto avvenisse appunto allora che una mano profanatrice gli aveva rapito i suoi affetti? Riccardo non poteva dubitarne: salvare il marito da una vergogna, condannare gli adulteri ad un perpetuo rimorso.