Poteva anche darsi che la Provvidenza — ve n'ha una anche per gli amori — avesse voluto venire in aiuto dei due amanti togliendo di mezzo un ostacolo che sbigottiva i loro cuori scrupolosi. In avvenire nulla più doveva trattenerli dal bevere avidamente all'immensa coppa del piacere. In fatti, morto fratel Biagio, il loro amore diventava legittimo; e il cielo è amico degli amori legittimi.
Ma da qualche tempo un altro pensiero, rompendo la turba dei suoi compagni, gli si presentava insistente, ritornando ad ogni tratto come un importuno.
All'ultimo Riccardo, vedendo che quel pensiero era inesorabile come un esattore e domandava ad ogni costo la sua porzione di raziocinio, se ne volle sbrigare e avventurò la sua povera testa nel labirinto. Tremendo labirinto quello del matrimonio!
«Amore legittimo! pensò Riccardo, quale strano abuso di parole! Forse che l'impunità e la sicurezza rendono virtuosa la colpa?... O non la fanno invece più bassa e più vile? Legittimare! la tresca non si legittima mai, non si legittima l'adulterio, se non...»
Non poteva dare indietro: «se non... col matrimonio! Il matrimonio!.. E se fosse questo?...» Sicuro; e come non vi aveva pensato prima? Era questo per l'appunto: ecco le fila del destino si raccoglievano, si indovinava la tela.
«Sposare Camilla!» Un tempo aveva pure avuto la follia di credere che ciò lo avrebbe fatto felice... ma ora! Sposare Camilla! Avvelenare una tazza colma di dolcezze; rinunziare all'amore, alle speranze, alle memorie; fare il cammino della noia con lo stesso compagno con cui aveva fatto il cammino della frenesia e dei tripudio; mettere il codice al posto del cuore, la sazietà invece del desiderio!...
Il matrimonio! bastava la parola ad apprendere a Riccardo tutti gli orrori dell'idea; alla guisa di quelle voragini che impauriscono meno perchè non se ne scorge il fondo, ma di cui un sassolino gettato come scandaglio rivela la spaventosa profondità.
«Triste baratto, in fede mia!» conchiuse Riccardo fra sè e sè.
«Uno scompiglio, una rovina, un suicidio!» soggiunse il suo demonio.
Allora gli passarono in mente, come pagine sfogliate da mano ignota, tutti i sogni della sua infanzia, i disegni audaci, le lusinghe carezzevoli, le febbri di vent'anni, tutte le seduzioni della sua bella vita di scapolo. Infine egli non aveva se non venticinque anni, e il mondo era popolato di belle donne!