«Bice muore!»
«Bice muore!» Era un sogno? La giovinetta ingenua, bella, piena di vita, il fiore appena sbocciato, a cui rideva tanta serenità di cielo e tanta luce di sole, essa, l'amore innocente della sua vita sciagurata, stava per morire!
«Bice muore!» E come aveva egli lasciato trascorrere tanto tempo senza vederla, senza domandarne conto? La vergogna soltanto gli aveva fatto trascurare una creatura in cui viveva tanta parte del suo passato!
«So che desidera vedervi,» proseguiva Riccardo. Il tempo non aveva cancellato da quel cuore vergine l'impronta del primo affetto! Egli viveva ancora nel pensiero di lei; era rammentato, desiderato, amato!
L'anima di Riccardo era facile alla tenerezza, a questo pensiero egli sentì correre il sangue più ardente e più rapido, e come un entusiasmo melanconico rinvigorirgli le fibre. Levò il capo in alto e cercò il cielo con occhi illanguiditi.
Ma il cielo era bigio e nevicava sempre.
«So che desidera vedervi!» Il signor Emanuele Pool lo sapeva.... perchè lo aveva indovinato! Era pietà che lo aveva indotto a scrivere quella lettera; pietà strana in ogni altro marito, ma non nel degno socio di fratel Biagio.
Con questo nugolo d'idee pel capo egli giunse all'abitazione del signor Emanuele Pool.
LXXXIX. Un personaggio nuovo.
Un'invincibile commozione tratteneva il nostro eroe sulla soglia della camera dell'inferma.