Questa volta però egli pareva fermo nel suo proposito; gli pesava più che mai la vita di paure che l'orgia non sapeva soffocare. Perchè egli aveva visto il dolore santo, perchè egli aveva guardato in faccia l'amore generoso; perchè le fatue compiacenze della sua grand'anima avevano per la prima volta taciuto dinanzi alla beatitudine serena d'una madre che ama e che soffre.

Non diciamo che il suo pentimento fosse durevole; e molto meno ch'egli stesso lo credesse — ma era sincero. Oh! perchè dunque Camilla non apre le braccia a quell'anima pentita?... —

Riccardo, dopo molte titubanze, fece il gran passo — andò in casa del signor Pool. Ma si era appena accostato al limitare, e se ne ritrasse.... aveva udito il pianto del nuovo nato. E gli si compose alla fantasia una scena d'amore, una tortura: Bice guarita, felice, che insegna alla propria creatura a sorridere; che ne bacia con avidità i labbruzzi, la fronte, le guancie e le manine; accanto a Bice il signor Pool, l'uomo dozzinale, il negoziante che ha trattato la felicità come una derrata, e se l'è fatta venire in casa legalmente, alla muta...

Dopo essersi scostato titubante, Riccardo scese le scale e fuggì comprimendo il petto nel punto in cui doveva essere il suo gran cuore d'innamorato.

Passarono alcuni giorni prima che egli si rammentasse ancora di Camilla; questa volta si recò bruscamente in casa della moglie, salì le scale senza arrestarsi e picchiò più volte all'uscio...

Nessuno rispose.

Nel ridiscendere incontrò il portinaio e seppe da lui che Camilla era partita da quindici giorni. Per dove? Questo, il portinaio non lo sapeva, ma egli era certo del fatto suo.

Riccardo non ascoltò altro, e corse a casa del signor Pool. E qui lo aspettava un contrasto nuovo: «il signor Pool aveva abbandonato il commercio, ed era partito da quattro giorni colla famiglia

— Per dove?

— Per l'Olanda. —