Non vi è ombra di dubbio che, se la cosa fosse stata decentemente possibile, tanto fratel Biagio quanto Riccardo si sarebbero posti in salvo colla fuga; ma poi che bisognava ad ogni costo rimanere uno in faccia all'altro, il miglior partito era di rompere al più presto il fascino e di correre diritto all'argomento. È appunto ciò che pensava fratel Biagio, nè più nè meno di quel che pensava Riccardo. Se non che costui, aspettando legittimamente le parole sacramentali: «a che devo l'onore della vostra visita?» ruminava fra sè e sè un discorsetto che avrebbe dovuto dare al futuro cognato un'idea molto lusinghiera della propria disinvoltura; e il futuro cognato, che su per le scale aveva giurato dieci volte di non scostarsi d'una sillaba dalla formula suddetta, si era lasciato pigliare dallo scrupolo di porre tutto l'imbarazzo dalla parte del povero innamorato.

Non ostante la rinunzia al suo privilegio, la posizione del signor van Leven era venti volte meno ingrata di quella di Riccardo, e nel brevissimo intervallo di silenzio si presentò alla sua mente una folla di maniere ingegnosissime per attaccare il filo della conversazione. E se a scegliere di mezzo alla folla non occorresse un lavorìo di mente piuttosto complicato, il sorriso di Riccardo non avrebbe avuto tempo di morire di vecchiaia, prima che l'onesto olandese si afferrasse al cordone del campanello come alla sua tavola di salvezza.

Non era vero che fosse notte fitta e che si avesse lasciato Riccardo all'oscuro, come notò fratel Biagio prima di ordinare i lumi al servitore, ma si poteva pur concedere qualche cosa ad un uomo nell'imbarazzo; Riccardo se ne guardò bene, e protestò anzi in forma cortese che ci si vedeva benissimo.

Il più era fatto; dopo questo primo passo, entrambi si trovarono rinfrancati e fecero un'ispirazione larga e lenta per ristabilire l'equilibrio tra la circolazione e la respirazione, ciò che la fisiologia, a dispetto del sentimento, ha battezzato «sospiro.»

La penombra rendeva meno difficile il primo incontro; di tal guisa Biagio e Riccardo ricambiarono il primo fuoco con certa cortesia piena di dignità, come diplomatici consumati.

— Le domando mille scuse....

— Si figuri!

— A momenti porteranno i lumi... Si accomodi.

— Si sta benissimo anche così.

— La sua visita.... —