— Ve la farete. Schiettamente quando si diventa mariti, se per poco si ha la disgrazia di non poter diventare padri, non v'ha che una cosa che supplisca in qualche modo a quel difetto, ed è un innesto ben riuscito. —
E qui accorgendosi che le sue parole si prestavano a farci una risatina maliziosa, la fece per iscarico di coscienza. Anche Riccardo rise, esclamando:
— Non l'avrei mai creduto.
— È così come ve la dico, — soggiunse Biagio rifacendosi più grave di prima per ragioni di equilibrio morale. — Il sentimento della paternità dei fiori è un vero sentimento di paternità... e può far bella la vita. La parte scientifica è incapace di dare le consolazioni che dà la pratica; ciò non toglie che i sistemi tormentosi di Linneo e di Jussieu a suo tempo abbiano fatto un gran bene... alla scienza s'intende, non ai fiori... Li conoscete voi i sistemi di Linneo e di Jussieu?
— Ne ho sentito parlare.
— Siete un uomo prezioso per me, e vi terrò caro.
Fratel Biagio non esagerava la sua soddisfazione e diceva il vero candidamente; egli credeva in buona fede di aver trovato in Riccardo, non già un intenditore di botanica (questo è caso frequente), ma un ignorante appassionato, vale a dire la maggior fortuna che possa toccare a un erudito in genere, e in ispecie a uno che della passione dei fiori si è fatto il sentimento della paternità.
— Avrete naturalmente i primi principî?
— Naturalmente... ho i primi.
— Ma se dico io che siete un uomo prezioso! —