Riccardo non può scorgere i lineamenti del viso, ma il suo cuore è indovino. Bice vede il suo diletto e lo riconosce, e gli manda per l'aria un saluto. Riccardo sta per affidare allo stesso messaggiero fedele un identico fardello prezioso, ma vede un altro volto di donna appoggiato ai vetri d'un'altra finestra, si turba, si smarrisce.... la finestra si apre... il cuore gli batte con una strana violenza... Camilla forse?... Egli la guarda intento, mutolo, intanto un'ombra passa lenta lenta nel giardino, e una voce che ha l'accento inalterabile e la cadenza solita di quella del signor Pool, augura la buona notte alle due donne.

— Buona notte, — risponde Bice.

— Buona notte, — ripete l'altra.

Cieli stellati! Non è Camilla, ma la zia Angelica!

Le finestre si chiudono, tutto ritorna nel silenzio!

E Camilla? e fratel Biagio?... Oh! come è tessuta la tela del cuore! Riccardo non sa distogliere la mente da quel pensiero; con la fantasia ricerca Camilla e il suo marito legittimo, li ritrova in una stanza romita, li vede soli, avventurosi del loro amore...

L'immagine di quella felicità gli sale al cervello; pensa a Bice, al suo amore, al passato che il tempo ha seppellito per sempre, all'avvenire caliginoso... Un'onda irresistibile di tenerezza e di mestizia lo invade; egli ne è vinto, oppresso, e si abbandona sul proprio letto nascondendo i singhiozzi e le lagrime...

.... Bizzarra potenza della fantasia! Tutta notte Bice e Camilla stettero assidue al suo capezzale. Camilla aveva i profili soavi di Bice, e Bice la voluttuosa mollezza delle forme di Camilla.

XIX. Camilla a Riccardo.

«Vi recherà meraviglia ricevere una mia lettera. Ve ne dico la ragione in due parole: Bice è ammalata, non vi spaventi la cattiva notizia: il medico dice che si tratta d'una malattia nè pericolosa, nè grave. Guarirà rivedendovi — essa ve lo assicura per bocca mia. Io poi vi assicuro che guarirà anche prima. A ogni modo è in letto, e, non potendo scrivervi di propria mano, ha pregato me di darvi sue notizie.