Ciò non vuol dire neppure che Bice non abbia per il signor Pool una specie di riconoscenza mista a rispetto ed una stima profonda non scompagnata da un certo affetto filiale, che deriva dall'averlo visto fin dall'infanzia come lo vede ora — amorevole e solenne. Questo garbuglio di sensazioni, incominciato negli anni della bambola, aveva sopravvissuto ai vecchi amori e resistito ai nuovi, arruffandosi sempre più, e quando l'ingenua fanciulla s'era voluta dare ragione dei propri sentimenti, non aveva trovato di meglio che la parola zio Emanuele, con cui un tempo chiamava scherzosamente il signor Pool.
— Volete essere sempre lo zio Emanuele? gli domandò una volta.
— Finchè vi piaccia.
— Mi piacerà sempre. —
Ma la risposta aveva dato da pensare a Bice, e siccome a dodici anni si vuol veder chiaro nelle proprie faccende più che a trenta, così il giorno dopo tornò all'assalto e ripetè con accento petulantello la sua dimanda:
— Volete essere sempre lo zio Emanuele?
— Finchè vi piaccia.
— E perchè finchè mi piaccia? —
Il signor Pool sorrise e invece di rispondere direttamente, domandò:
— Come si chiama la vostra bambola?