Nel caso nostro il fenomeno si è avverato appuntino e Riccardo, rendiamogli giustizia, si è condotto a meraviglia.

Fratel Biagio era sempre lo stesso. Lieto dei suoi fiori, del suo commercio, dei suoi affetti che egli reputava saldi, pareva lontanissimo dal tremare per la castità del suo talamo.

Quella serenità cieca, che sembra scendere come un balsamo sull'anima dei mariti, gli traspariva dal volto aperto e gioviale, dal contegno sempre affabile e cortese.

Se gli innamorati non fossero quella razza d'egoisti che sono, o se Riccardo fosse stato un innamorato differente degli altri, avrebbe provato un sentimento di pietà per quell'uomo onesto e leale, a cui egli preparava il dolore e la vergogna. Riccardo, come tutti gli altri correligionari d'amore, sentiva ad ora ad ora qualche fitta di rimorso, ma questo sentimento che rattoppa le colpe (e le rattoppa male) non vale a prevenirle; spesso, per uno stordimento prodotto dallo spasimo, serve invece ad affrettarle.

Ad ogni modo, se il signor van Leven si può dire un marito cieco al pari degli altri, diciamolo pure un marito fortunato. Più d'una volta egli era stato minacciato da uno di quegli impeti irresistibili, che dinanzi al pubblico sentimentale legittimano il fallo e formano la disperazione dei mariti, i quali sono la razza meno sentimentale che si conosca — il suo buon vento aveva sempre diradato questi nugoli minacciosi.

Fosse caso o provvidenza, e noi incliniamo a credere a quest'ultima, fratel Biagio si trovava sempre nel luogo del pericolo. La sua grossolana e confidente bonarietà lo traeva dietro le pedate degli amanti. Era un marito importuno. Così la simpatia che aveva concepita per Riccardo, mentre pareva illuderlo stranamente sul conto del nuovo amico, lo spingeva ad attraversare i disegni ed a svelare le insidie d'un amore illegittimo.

Era passato così un mese, e i rapporti di Camilla e Riccardo non si erano ancora trasformati tanto da pigliare aspetto colpevole.

Nondimeno il cuore di Camilla era mutato. L'amore del marito soffocava sempre la fiamma, ma non la spegneva, e il rimorso poteva anche meno su quell'anima forte e sdegnosa. La poveretta lottava, ma il suo sguardo diceva chiaro la poca speranza di vittoria.

Le occasioni, provocate da Riccardo con avidità, e avventurosamente contrastate da fratel Biagio, erano fuggite debolmente da Camilla.

L'innamorato veniva all'assalto con nuove lettere, con vulcanica eruzione d'affetti, di sentimenti, di fantasie. L'onesta moglie piangeva in segreto ed invocava la dissimulazione non più come una difesa contro Riccardo, ma come una maschera per nascondere al marito il proprio rossore.