— Non lo credo, — rispondeva Camilla tremante.
— Non credete? — insisteva l'altro.
Vi era tanta passione in quella domanda, su quel volto tale entusiasmo, che Camilla abbassò lo sguardo a terra — era quanto dire che credeva benissimo.
Qui si fe' manifesta tutta la dottrina sentimentale di Riccardo; un amatore volgare avrebbe insistito per ottenere la risposta che sembrava premergli tanto; Riccardo Celesti si accontentò di accostare il suo volto apollineo, e di assassinar la bella con un ultimo sguardo. Camilla era vinta. Il suo braccio appoggiato a quello del tentatore si allentò, la tenerezza invano soffocata scoppiò in un singhiozzo; una lagrima rigò il bellissimo volto.
Fuor di sè dalla gioia, dall'amore, dal desiderio, Riccardo cinse col braccio il corpo della donna adorata, la trasse al petto palpitante, l'avvinghiò in un amplesso di fuoco, e con l'avidità d'un assetato coprì di baci le guancie impallidite.
Camilla non si ritrasse, non resistette; le sue labbra riunite a quelle di Riccardo mormoravano parole rotte d'amore.....
Erano vicini ad un padiglione coperto di vitalba, al cui ingresso si vedevano due piante di mirto. Un rumore di fronde agitate giunse agli orecchi degli amanti; traverso la benda della passione che gli acciecava, entrambi indovinarono un pericolo...
Camilla fu la prima a divincolarsi dall'amplesso; corse al padiglione, vi si affacciò, e se ne ritrasse atterrita e tremante. Stette alcuni istanti come istupidita dal terrore, con gli occhi negli occhi di Riccardo; poi d'un tratto si scosse e fuggì.
Riccardo rimaneva sul limitare del padiglione, senza osare di muovere un passo.
Intanto dentro il padiglione un uomo sdraiato a terra rialzava il capo, si stropicciava gli occhi, stirava le braccia e sembrava rientrare nella vita con lunghi sbadigli..... Quell'uomo era fratel Biagio.