— Lui... Riccardo... il signor Riccardo...

Camilla non rispose. Le ripugnava arrestarsi a un'indagine tormentosa, le ripugnava spingere la simulazione tant'oltre. Si schermì afferrando la mano di Bice e stringendola forte; non volendo dir nulla, ebbe l'aria di dir molte cose.

Bice si fece cuore e proseguì.

— E m'avrà egli dimenticata del tutto?

Camilla lasciò cadere bruscamente la mano della giovinetta, «L'avrà egli dimenticata del tutto?» le veniva ripetendo la voce affannosa del dubbio.

La povera fanciulla aveva trovata la via per dar sfogo al suo dolore; rammemorava i giuramenti, le promesse, le lusinghe del menzognero; ritesseva le speranze, i sogni, le care fantasime svanite per sempre dal suo orizzonte.

Camilla aveva un sogghigno amaro sulle labbra e ascoltava in silenzio.

Crudelmente ingenua la fanciulla toccava cento corde diverse; si tratteneva ad accarezzare le morte sembianze della sua felicità seppellita.

— Basta... basta... — interruppe Camilla a un tratto.

— Basta!... — ripetè ancora una volta con un filo di voce... e stette un istante immobile, sbigottita della propria imprudenza; — ho l'emicrania — disse poi, passando una mano sulla fronte, e fuggì via.