— Vi penso io; aspettatemi qui, non vi movete, vado e torno. —

Sparve. Un istante dopo la luce del suo sorriso e dell'occhio suo innamorato brillò alla svolta del viale. Riccardo le mosse incontro; e si presero per mano, e così allacciati corsero come due bambini verso la casa.

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— È tempo di separarci, disse la bella donna allacciando con le braccia il collo del giovane innamorato.

— Separarci! lasciarvi! così presto!... è impossibile.

— È tardi. Tra un'ora potrà essere di ritorno qualcuno. —

Riccardo abbassò il capo sul petto. Cento pensieri, cento sentimenti invasero in folla la sua mente e il suo cuore. Lasciare Camilla, l'amor suo.. per non rivederla forse mai più! Un'idea invano combattuta tornò a tentarlo; quell'idea era paurosa e fascinatrice come un abisso; era l'abisso dell'amore e del piacere, era la massima ardenza della vita, era la dimenticanza intera di chi s'abbandona alla morte, era la seduzione terribile della voluttà e della colpa. E l'avrebbe egli lasciata così, bella, innamorata, sorridente?... L'avrebbe egli lasciata alle carezze d'un altr'uomo?...

Camilla si rizzò in piedi, si divincolò dalla stretta fremente delle braccia di Riccardo, lesse negli occhi suoi quell'espressione selvaggia di desiderio che ne trasformava le sembianze, e si ritrasse paurosa.

Riccardo la segui, la raggiunse, se la strinse al petto, la coprì di baci.. le domandò per pietà ciò che per amore non aveva osato.

Camilla si sciolse un'altra volta dalle sue braccia, corse come ebbra nella sua camera, poi cadde in ginocchio mormorando fra le lagrime una preghiera affannosa...