In quel punto s'udì rumore.

Camilla tese l'orecchio; passi affrettati salivano su per le scale. Lo spavento rendeva mutoli e immobili i due sciagurati amanti; poi Camilla balzò in piedi, ricompose in furia i capelli, asciugò le lagrime, e venne incontro a Riccardo: — Fuggite! — mormorò con voce spenta dalla disperazione.

Riccardo si guardò intorno cercando uno scampo; non era più in tempo; la porta si aprì, e comparve sulla soglia l'aspetto sereno e sorridente di Bice.

Camilla e Riccardo stavano immobili e tremanti come due colpevoli. La giovinetta li vide, comprese, soffocò un grido e nascose la faccia tra le mani.

Camilla corse a lei, le allontanò le mani dal volto e la baciò con frenesia.

— Perdonami, Bice: perdona a una sciagurata!... —

Ma ecco altri passi su per le scale; con una energia inusata, Bice si staccò dall'amplesso di Camilla, corse alla porta d'ingresso e chiuse a chiave.

— È lui, — disse poi affannosamente alla cognata, — rimani qui... non rispondere... —

Poi aprì un altro uscio, prese per mano Riccardo e se lo trasse dietro senza guardarlo.

Camilla si gettò sopra un divano, e congiunse le mani rivolgendo gli occhi al cielo; ma il terrore le troncò sul labbro la preghiera.