«Una sola promessa da voi, in cambio del mio giuramento. Amatemi sempre; e tutto il vostro cuore mi appartenga.»

XLVIII. Fratel Biagio a Riccardo.

«Ciò che vi devo dire vi recherà forse dolore; me ne duole davvero, e vorrei potervelo risparmiare; ma a questo punto non è più possibile. Si tratta di Bice.

«Saranno tre settimane, forse quattro, essa mi venne a contare non so che, dicendomi che tenessi per sciolta ogni cosa con voi, perchè non sì sapeva determinare a questo passo. Aveva gli occhi rossi; io le diedi una risposta che non si aspettava, — un bacio — ed essa mi sfuggi di mano piangendo.

«Avrei forse dovuto parlarvene subito, ma sperando che si trattasse di qualche bisticcio di innamorati, ho taciuto finora, anche perchè pensavo che non era niente affatto necessario di sciogliere qualche cosa, mentre non era stato legato nulla. Se vi ricordate, fra voi e me non si parlò mai di matrimonio.

«Oggi le cose pigliano un altro aspetto. Il signor Emanuel Pool, mio socio, che io stimo e amo come fratello, mi ha palesato la sua fiamma segreta per Bice e l'intenzione di sposarla. Ho risposto, come dovevo rispondere, che ne avrei parlato a mia sorella.

«Appunto testè le ho parlato; e Dio mi danni se vi capisco qualche cosa — accetta!

«Credete, caro signor Celesti, che io sono mortificato di questa imperdonabile leggerezza di mia sorella e tanto più che mi era lusingato d'imparentarmi con voi.

«Spero che non sarà per ciò offesa la cordialità dei nostri rapporti. Altri legami vi stringono oggi alla mia casa e a me, e qualunque sia per essere l'effetto che produrrà questa malaugurata notizia sull'animo vostro, mi vorrete conservare un po' d'amicizia.

«Siccome le mie faccende mi chiamano in Olanda nel mese d'agosto, il matrimonio si farà presto.»