— Quando suona la campana? domandò il piccolo insofferente, ricacciandosi sotto la coltre.
— Sono le cinque.... fra mezz’ora.
Il Coppa non udì neppure questa risposta; pareva distratto da un’altra idea, e Desiderio stette un po’ a guardarlo con una grande indulgenza, come se sapesse già la parte che gli spettava nella nuova amicizia.
— Tu ed io siamo due Desiderii; disse a un tratto il Coppa; tu che cosa desideri?
Il fanciullo, così interrogato, stette un po’ perplesso; non sapeva bene nemmanco lui che cosa desiderava, forse nulla
— Non è vero, osservò l’altro; pensaci bene; devi desiderare qualche cosa.
Allora il piccino confessò che desiderava passassero due anni, per poter entrare nella seconda sezione, dove gli orfani imparano il disegno.
— Ma questo non è un desiderio, disse il Coppa.
— Perchè?
— Perchè è una cosa sicura; che gusto ci è a desiderare le cose quando devono proprio succedere? È lo stesso come desiderare che fra sette ore sia mezzodì.