— Io farò l’invalido, e sta sicuro che non è un’astuzia di guerra; ma tu che mi conosci sai che non saprei che cosa fare d’essere amato per compassione. Non mi dai ragione?

— Non te la dò sicuramente. Che importa la causa, purchè l’amore ci sia veramente? Pensaci per non pentirti poi: Bambina ti vuol bene, sarebbe già tua a quest’ora se... quel disgraziato...

— Lo so: essa avrebbe fatto un’opera di misericordia sposandomi, ma ce n’era da fare un’altra più meritoria... Non è questo che vuoi dire?

Non era questo, ma press’a poco.

In sostanza il Coppa quella stessa mattina andò a trovare Piero Corruccini, e fece tanto e fece così bene da indurlo a venire a casa sua. Volle essere lui a presentarlo a Bambina:

— Bambina, le disse, di là ci è il signor Piero; ci è voluto fatica a farlo venire; non voleva perchè non è ancora accomodato bene; ma si accomoda ogni giorno un poco; bisognava vederlo l’altra settimana.

La ragazza gli fissava in volto gli occhioni sbigottiti.

— Non mi guardare così; ti dico che è di là, con babbo Desiderio; va, va, va subito.

Egli si accomodò sopra il seggiolone a dondolo; Bambina, nel lasciare la stanza alla muta, si voltò un momentino a guardare il vecchio innamorato. Il quale aveva chiuso gli occhi e lasciandosi cullare da quel sedile di giunco, non sognava ancora.

Anzi durava il primo proposito, di non sognare mai più, di sagrificarsi interamente, e già gli sembrava di assaporare la rassegnazione.