“È amara, pensava, ma è sana; molti facendone uso sono guariti d’ogni malanno, e campano lungamente. Farò anch’io così per campare quanto Matusalemme.
Sì, no; sì, no; sembrava dire quel letto di vimini col suo cigolìo.
“Ha ragione Desiderio; l’adotterò, si chiamerà Bambina Corruccini Coppa; sarò per essa l’uomo che l’ha amata più d’ogni altro, sarò il padre suo.
Sì, no; sì, no.
“Che fanno ora? interrogò, e subito rispose; Piero è brutto ancora, ha gli occhi bassi perchè si vergogna della sua bruttezza; Bambina non osa guardarlo per non dargli soggezione, ma ha già visto abbastanza... forse vorrebbe essere rimasta con Babbo Coppa, e non sa che dire... Il mio buon Desiderio non sa nemmeno lui che fare; guarda Bambina fissamente non sapendo se essa sceglierà l’innamorato vecchio, o l’innamorato brutto.
Sì, no; sì no.
“Può essere il contrario. Bambina e Piero si sono intesi alla prima occhiata, a quest’ora si amano; fra un mese si sposeranno... La scelta era già fatta, senza che Bambina lo sapesse; vi aveva pensato la natura. Li amore la vecchiaia ha sempre torto.„
Dopo questa sentenza, il suo pensiero si annuvolò, la fantasia non seppe presentargli altro che immagini confuse di cose, di persone e di sentimenti; ed erano cose antiche, sentimenti solitarii, bambine indifferenti, che piombavano tutte in un medesimo sepolcro.
Quando Desiderio si affacciò all’uscio a interrogare sommessamente: “dormi?„ il Coppa scostò la mano dal viso bagnato di lagrime.
Non si vergognando di farle vedere all’amico per la vita e per la morte, interrogò con una sola parola: “dunque?„