Desiderio non rispose, e allora il Coppa rizzandosi in piedi ripetè: “in amore la vecchiaia ha sempre torto.„ Si asciugò la faccia e sorrise.
X.
Le valigie erano rimaste in un canto, perchè nè il Coppa nè altri si era ricordato di esse, per disfarle e riporle nell’armadio.
Quel giorno le dimenticate si fecero innanzi agli occhi del Coppa, il quale, apertele e richiusele con un sospiro, quella sera medesima le aveva volute prendere in mano di nascosto per andarsene alla stazione. Ma di quella sua determinazione era trapelato qualche cosa, e al momento giusto Desiderio si accompagnò a lui in silenzio, mentre Bambina era rimasta in casa a piangere.
Sulla via un facchino si offrì di portare le valigie e il Coppa acconsentì.
— Tornerò presto, assicurava al taciturno amico come per iscusarsi, capirai bene il mio bisogno di mutar aria; perchè una corbelleria si rimargini interamente, e non se ne veda neanco il solco, l’impiastro che mi è riuscito meglio è un viaggio lungo. Ma questa volta sarà un viaggio breve; appena tu mi abbia scritto che Bambina e Piero si sono messi d’accordo e vogliono sposarsi, io verrò per dare la dote. Siamo intesi?
Desiderio accennò di sì; dopo un poco il Coppa aggiunse:
— Ho già tutto disposto; ho sollecitato l’atto di nascita di Bambina, che servirà per il matrimonio e per l’adozione. Tu stammi allegro e di’ a Bambina che non pianga più, che mi fa male; dille che rida sempre.
— Dove vai? domandò Desiderio quando l’ebbe visto tornare col biglietto.
— A Torino, scriverò subito.