— Ogni mattina tu dici al Signore che ti mandi l’angelo?...
— Non sono sempre io che leggo, si va per turno; leggerai anche tu.
— E quest’angelo, insistè il Coppa, fisso nella sua idea, è mai venuto?
— Io credo di sì..,
— L’hai visto tu?
Desiderio avrebbe potuto rispondere che l’aveva veduto tante volte, guardando dal cortile attraverso i vetri del parlatorio, e che era un angelo color di rosa, e che veniva accompagnato dalla sua mammina, a visitare uno dei grandi della prima sessione, e che si chiamava Speranza; tutto questo avrebbe potuto dire, ma non sapeva ancora se il Coppa fosse degno di una confidenza simile.
— Ho capito, disse il piccolo indiscreto leggendo nella faccia del nuovo amico un po’ di titubanza — me lo dirai più tardi.
— Sì, più tardi, esclamò Desiderio, lieto in fondo di aver sotto mano un confidente.
— Più tardi, ripetè il Matto con accento misterioso, di cui Desiderio intese con raccapriccio tutto il senso arcano.
Ancora egli non aveva bevuto il sangue del Coppa, nè il Coppa aveva bevuto il suo.