— Mi lasciano con te! gridò da lontano, mi lasciano con te, gridò anche quando fu addosso al suo nuovo amico, e lo scrollava tutto in un amplesso.
— Come hai fatto?
— E stata una cosa facile. Ha voluto sapere chi mi ha creato ed io gli ho risposto: Dio, per fargli piacere; mi ha fatto fare una somma, mi ha fatto leggere, mi ha fatto scrivere.... voleva anche che gli dicessi che cosa è il pronome possessivo, ma io gli ho risposto che una volta lo sapevo e che se mi lasciava con te, mi sarebbe venuto in mente. Ci ha pensato un poco. Poi voleva che gli dicessi almeno che cosa è l’articolo.... E dalli! fra otto giorni saprò ogni cosa.
— E lui?
— E lui ci ha pensato un altro poco, mi ha messo la mano sulla testa, e mi ha detto che andassi pure, che voleva contentarmi. Tu m’insegnerai quello che non so, e staremo sempre insieme.... che piacere!
— E Giulio? chiese allora Desiderio.
— Quale Giulio? quello che dormiva nel mio letto?
— Sì, quello.....
— Hanno detto che sta male, molto male.
Allora venne in mente a Desiderio che per legittimare l’irresistibile simpatia da cui si sentiva legato al suo omonimo bisognasse far visita al piccolo Giulio ammalato e fargli conoscere il Coppa.