— Coppa, disse Desiderio, avvicinati. Giulio ti vuol vedere.
Il Coppa si fece innanzi e domandò bruscamente:
— Come stai? quando guarisci?
L’ammalato non rispose; ma fissò un momento gli occhi luccicanti dalla febbre sulla faccia del Coppa.
— Hai la mamma tu? e quando seppe che non l’aveva mai avuta (perchè il Coppa rispose così), egli chiuse gli occhi, mormorando qualche cosa che i fanciulli non intesero bene. In quel momento si udì la campana, e Giulio disse: “La scuola!„
Allora Desiderio si curvò sul guanciale del piccolo ammalato e lo baciò in fronte.
— Ritornerò, disse, guarisci.
— Guarisci, disse il Coppa.
Giulio fissava gli occhi nella finestra dirimpetto; giungeva fino a lui, dal cortile sottostante, un rumore confuso; erano i compagni che facevano irruzione nella scuola.
— Mi pare di vederli, disse l’ammalato, mi piacerebbe venire alla lezione ancora una volta per salutarli tutti.