— Dobbiamo bere il nostro sangue, assicurò il Matto, è necessario. Non aver paura, è una cosa da nulla, beverai tu prima il mio, sta a vedere come si fa....
Così dicendo cacciò la punta d’un ago nel polpastrello dell’indice e ne fece spicciare alcune goccie di sangue, ma Desiderio si rifiutò ostinatamente di fare altrettanto.
— Non ci è bisogno del sangue, disse, per essere amici; non l’abbiamo noi giurato?
Quella debolezza non fece un grand’onore a Desiderio nel concetto del Coppa, ma egli fu generoso, e perdonò. Solo disse con severità:
— Se è vero che mi sei amico non devi avere segreti con me; dimmi tutto quello che pensi, tanto vedi, io ti ho già capito: tu sei innamorato.
Terribile omino il Coppa, egli aveva messo il dito proprio in mezzo al cuore del suo piccolo amico, a cui fu impossibile negare una verità che cavava gli occhi alla gente. Non perciò Desiderio fu sconfortato, tutt’altro; egli aveva, come tutti gli innamorati, un gran bisogno di confidare il gran segreto ad uno che lo sapesse intendere, tanto più che tra la sua innamorata e lui non ci era stato se non scambio d’occhiate, le quali dicono fino a un certo punto, ma si sa....
— Si sa, approvò il Coppa; però qualche volta si dice anche meno con la bocca... io stesso vedi...
— Tu?
Sì, proprio lui, si era già innamorato due volte, e non era mai stato capace di dichiarare la sua fiamma. — Ma si era mai trovato da solo a solo coll’innamorata? — Sicuramente, quando era a bottega e per ragioni di professione andava nelle case dei signori, una volta aveva visto una donna. — Una donna? — Già una donna, tanto bella, tanto bella.... bella come.... non sapeva come, non c’era nessuna altra donna bella a quel modo, la chiamavano donna Lucia, era maritata ad una specie di colonnello.... un pezzo di diavolaccio alto così, ma non era stato per paura del marito, non sapeva neppur lui perchè era stato; non le aveva mai parlato. Desiderio rimaneva a bocca aperta, ascoltando la storia di questo amore straordinario.
— E l’altra volta? chiese.