— L’altra volta ho parlato, rispose, perchè era dipinta.... Però, si affrettò a dire per parare la beffa, mi guardava sempre, io girava di qua e di là ed essa mi accompagnava con gli occhi sin sull’uscio; mi pareva perfino che movesse la testa, ma non n’ero sicuro....
— Dove hai veduto quella donna dipinta? chiese Desiderio.
— Nell’anticamera d’una casa di signori.
— Oh! quanto mi piacerebbe saper dipingere una donna così bella.
— Tu la dipingerai, ed io quando sarò ricco te la pagherò bene e la metterò nel mio palazzo....
Accomodate così le cose, non rimaneva alcun pretesto di ritardare la confidenza, e Desiderio cominciò titubando:
— La mia innamorata ha solo otto anni, non l’ho vista se non in parlatorio attraverso i vetri della finestra, ha già capito che io le voglio bene e mi ha fatto intendere che anche essa me ne vuole. Io non so quando le potrò parlare; essa viene con una donna a visitare uno dei grandi, ed io in parlatorio non posso mai andare, perchè a vedermi non viene mai nessuno.
Diceva queste parole senza falso sentimentalismo, ma con la melanconia di chi vede un ostacolo al proprio sentimento e non sa ancora in che modo superarlo.
— Come si chiama? domandò il Coppa.
— Si chiama Speranza.