— Essa non sa il mio nome....

— Non importa; tu ti metterai dietro i vetri, io farò un segno verso di te, ed essa comprenderà subito.... le ragazze sono furbe.

— E se qualcuno se ne accorge....

— Lascia fare a me.... tu scrivi....

Ed allora Desiderio non aveva saputo resistere alla tentazione ed aveva scritto:

Speranza mia,

“Io sono quello che ti guarda sempre dai vetri del parlatorio, e che ti vuole tanto bene. Io non posso andare in parlatorio perchè nessuno viene a vedermi; non ho più la mamma, non ho più parenti; ma se tu non mi abbandoni non sarò mai solo. Ho saputo il tuo nome un giorno che tua madre venne senza di te; tuo fratello, appena entrato, domandò: E Speranza? Non udii altro perchè la porta si chiuse, ma tua madre gli rispose di sicuro che eri un po’ malata. Io vidi dalla faccia che soffriva parlando. Ho sofferto molto tutta quella settimana, era come se mi fossi perduto in mezzo alla gente; non lo so esprimere bene, ma era una cosa così. La domenica dopo, vedendoti, mi sembrò di ritrovare la mia strada. Dunque, Speranza mia, non mi lasciare; promettimi di esser mia per tutta la vita. Mi pare che con te al fianco, io non mi perderò in mezzo alla gente. Mi chiamo Desiderio, ho già dieci anni compiti, e ti voglio tanto bene.„

Il Coppa lesse questa lettera con molto raccoglimento, e si degnò di lodarne la struttura. “Non vi sono errori di grammatica, disse, va benissimo.„ Ma era chiaro che diceva così per non scoraggiare un principiante; le lettere che egli aveva scritto alla moglie del colonnello erano ben altro; non certamente calligrafiche, e forse nemmeno in pace con la grammatica, ma calde; parlavano meglio il linguaggio che bisogna usare colle innamorate.... Se quella donna superba le avesse lette.... — Perchè vedi, spiegò il Coppa, alle donne piace sentirsi dire: “Mia bella, mio tesoro, anima mia,„ e poi bisogna sempre promettere qualche cosa alle donne... Vediamo se tu promettessi alla tua Speranza di coprirla di pietre preziose.... no? non vuoi? sarà per un’altra volta — del resto la tua lettera va benissimo.

— La mia Speranza è modesta, rispose il fanciullo, guardando attraverso i vetri del parlatorio; e d’improvviso esclamò:

— Eccola!... Guardala, soggiunse mostrando al suo compagno la faccia illuminata dalla gioia, guardala....