— E allora dimmi qualche cosa....
— Non ho nulla da dirti; mi piace vedere la gente ed esserti vicino....
La povera donna pensò che non per nulla suo nipote si chiamava il Matto; sedette sopra una panca e si contentò di tenere nelle proprie una mano del piccino, lasciando che tutto il resto, anima e corpo, fosse da un’altra parte.
No, in tutto il parlatorio non v’era alcuna donna che potesse paragonarsi a Speranza. Era pur fortunato Desiderio! Oh! sta a vedere che egli invidiava la sorte del suo disgraziato amico, costretto per vedere la sua bella di mostrarle il naso schiacciato e perduto nella nebbia.
Non lo invidiava, ma veniva cercando intorno a sè qualche donna di cui innamorarsi. Non ce n’era proprio! Erano tutte troppo vecchie, o troppo brutte. “Il biglietto, il biglietto!„ sembrò dire il nasino di Desiderio picchiando contro il vetro e il Coppa senti la necessità di essere un eroe. Egli si sprigionò dalla stretta della zia, si cacciò attraverso la folla dei visitatori e passando rasente a Speranza le prese coraggiosamente una mano e v’introdusse il biglietto.
“È di lui,„ disse senza arrestarsi; il nasino di Desiderio in quel momento scomparve.
La fanciulla si era fatta rossa fossa, ma aveva capito benissimo; passato il primo sgomento, mandò in giro un’occhiata per accertarsi che nessuno le aveva gli occhi addosso, poi guardò coraggiosamente il Coppa e gli sorrise per ringraziarlo.
Dio! quanto era bella! sorridendo, lasciava vedere i dentini tersi e lucenti; gli occhioni azzurri, guardando, sembravano andare incontro alla gente.
Il Coppa fece queste osservazioni, mentre la zia, tiratolo un’altra volta a sè, gli veniva aggiustando le pieghe del camiciotto perchè non gli facesse smorfie sulla persona. Era la cerimonia dell’addio; quella buona donna, che veniva in parlatorio per semplice carità cristiana, non immaginava di aver fatto il proprio dovere di zia amorosa e di potersene andare tranquillamente a casa, e più tardi in paradiso, se non avesse accomodato il camiciotto del suo ragazzo.
— Me ne vado, disse la zia.