Il Coppa raggiunse l’amico nel cortile e gli annunziò la lieta novella.
— Acconsente.
— Davvero?
— Sì, domenica ti farà chiamare, e tu parlerai alla tua Speranza; e sarà così tutte le domeniche; non avrai più bisogno di stare dietro i vetri; se tu vedessi come sei brutto, quando hai il naso schiacciato!...
Dunque, in grazia dell’amico suo, Desiderio potè un giorno andare in parlatorio. Mettendo il piede in quello stanzone, che non riceveva luce se non dalla finestra coi vetri smerigliati, udendo un bisbiglio di voci carezzevoli in ogni crocchio, il piccino si trovò come smarrito, e credette di sentire per la prima volta tutta la miseria di chi non ha altra famiglia che l’ospizio. Ma avvezzandosi a quella scarsa luce, egli vide in fondo alla stanza due occhi pieni di consolazione, i cari occhioni della sua Speranza; e fu necessario che il Coppa gli desse uno spintone amichevole per impedirgli di precipitarsi da quella parte e mandarlo prima di tutto dalla zia.
— Come sta? chiese il fanciullo timidamente.
— Sta benone, rispose il Coppa per sua zia; e rivolgendosi alla buona donna, che era occupata ad estrarre da una tasca profonda qualche cosa che pareva una mela, ma non poteva essere se non il gomitolo della calza, proseguì: questo qua è il mio amico di cui ti ho parlato; egli non è mai venuto in parlatorio, e si immaginava che fosse una specie di teatro.... Ma noi ci divertiremo lo stesso, concluse.
La zia del Coppa si credette in obbligo di promettere il paradiso all’amico di suo nipote, se fosse savio, rispettoso, e non tralasciasse di fare le devozioni ogni giorno; quando ebbe assestato questo conticino con la propria coscienza, si cacciò un ferro da calzetta nel costato destro come se volesse per la via del martirio arrivare in paradiso più presto — e cominciò a contare tranquillamente le maglie.
Allora i due ragazzi la lasciarono, e facendo gli sbadati con un’arte sopraffina, vennero entrambi dinanzi alla panca della fanciulla. Speranza e Desiderio si fecero rossi rossi, perchè erano troppo felici, e il Coppa, che aveva lavorato tanto a quella felicità, se ne sentì respinto, e voltò le spalle con falsa disinvoltura. Egli andò a mettersi in un canto, senza sapere nemmanco lui perchè e lasciò venire a sè tutti i pensieri amari.
Quella donna che faceva la calzetta e diceva le orazioni, senza voltare nemmeno gli occhi a cercare di lui, era dunque la sola persona al mondo incaricata d’amarlo in terra e di insegnargli la via del paradiso!