Subito la fanciulla lo prese e lo portò all’incognito, ma il Coppa la vide appena e si compiacque di sentire che gli occhioni smarriti della fanciulla lo lasciavano freddo.
— La riconosci? proseguì Tita, ravvolgendo il filo al gomitolo, è questa qui; te l’ho voluta portare io stesso, perchè è cosa tua, sebbene non sia finita, anche i tuoi zii non hanno detto di no.
— Grazie, balbettò il fanciullo, e nascose la calzetta sotto il camiciotto.
— Non ci ho altro, conchiuse Tita, e me ne posso andare; però se tu avessi voglia d’uscire domani per visitare tua zia in camposanto, io verrò.
— Grazie.... ripetè il fanciullo
— Devo venire?
— Sì, sì, venga; ma bisogna chiedere il permesso al rettore.
— Lo chiederò.
— Venga presto.
Tita se ne era già andato tranquillamente, e il Coppa rimaneva ancora nel mezzo dello stanzone.