Nella vetrata della finestra appariva e spariva il nasino di Desiderio; gli occhioni di Speranza interrogavano invano.

Il fanciullo la vide, le si accostò, e le disse semplicemente:

— Mi è morta la zia, non verrà più nessuno a chiamarmi in parlatorio; non ci vedremo più.

La fanciulla spensieratamente gli prese una mano, ed a quel contatto il Coppa sentì che la malia si rinnovava.

— Mi dispiace per voi altri, disse il Coppa, e anche per me; tu sei tanto bella!...

Si arrestò; tutti i suoi nervi tremavano.

— Addio, ripetè a un tratto, e fuggì.

La vocetta di Speranza mormorò: addio, ma il Coppa era già lontano.

VIII.

Il rettore dell’ospizio, quando seppe della disgrazia toccata al Coppa, chiamò il fanciullo, doppiamente orfano, e gli disse: