— Desiderio!

Ma l’incognito, invece di rispondere all’immenso stupore del suo vicino con uno stupore simile, ricominciò a russare.

In quel momento entrò la luna nel dormitorio degli orfanelli, e Desiderio volse l’occhio prima di tutto a cercare il gigante nero lontano. Scomparso.

Ecco il letto di Gabriele dagli occhi scerpellini ed ecco tutti gli altri letti in fila; ma lì presso, nel posto rimasto vuoto per tanto tempo, dorme ancora qualcuno che gli volta la schiena, Giulio senza dubbio, sebbene abbia detto d’esser Desiderio! Curiosa idea di volersi chiamare Desiderio, ma forse sognava.

Anche il vero Desiderio non tardò a sognare.

E sognò d’essere arrivato al castello della bella addormentata, la quale assomigliava ad una bambina che aveva visto un giorno in parlatorio; perchè era bionda come quella bambina, perchè era vestita color di rosa come quella bambina.

Subito si era svegliata e gli si era buttata al collo per dirgli: “è un pezzo che ti aspetto!„

E anche la voce era la stessa di quella tal bambina.

Quella tal bambina, per dire addirittura tutto quello che sapeva di lei il piccolo orfanello, si chiamava Speranza.

II.