Speranza avendo battuto le mani, si era andata a mettere, come suo marito aveva voluto, accanto alla finestra, in modo che la luce battesse in pieno sulla faccetta bianca e sui capelli d’oro. E subito erano venute due voglie all’artista novellino: coprire di baci il volto ridente, e fare un capolavoro. Una voglia fu contentata subito; ma inutilmente il povero maestro d’ornato consumò molti carboncini per fare una figura che somigliasse press’a poco a Speranza. Sbricciolò molta mollica di pane per cancellarla, dopo di che mise il cuore in pace e scrisse allegramente sul foglio cancellato appena queste poche parole che erano tutta la verità:

“Desiderio mio, rassegnati; tu non sei nato pittore, e ti manca la forza di diventarlo.„

Anche sua moglie prese la cosa celiando, ma le rimaneva in cuore un sentimento: “chi sa? la forza che ora ti pare di non avere, ti verrà forse in seguito.„

— Forse; speriamolo.

La forza non gli venne mai, e il maestro di disegno si accontentò di ammirare senza invidia la pittura degli altri.

Solamente non era persuaso che egli non fosse un pochino artista; scandagliando tutto sè stesso, trovava in un cantuccio della mente il germe di qualche cosa che poteva essere l’arte; e la sera, dopo la scuola, menando a spasso la sua Speranza per i viali ombrosi, o ascoltando il mormorio delle foglie, si sentiva tentato dallo stimolo.

Diceva allora dopo un lungo silenzio:

— Sai? mi pare proprio che qualche cosa di buono ci sia qua dentro; il difficile è metterlo fuori.

Un giorno assicurò bonariamente che l’arte non è facile a nessuno, e un altro giorno ebbe l’intuizione fuggitiva che i pittori veramente grandi forse erano stati quelli a cui la pittura aveva prima voltato le spalle per darsi poi interamente all’artista importuno.

Desiderio volle essere importuno un’altra volta; solamente in luogo di ostinarsi a pretendere che il cartone gli ripetesse la figura che aveva sempre nel pensiero, sempre nel cuore, si provò a riprodurre sulla tela e con colori un lembo del giardino in cui andava a spasso ogni sera.