— Ha visto che sorta di lampi, ha sentito che carambola?

— Che carambole? che partita?

— M’intendo, i tuoni! e che diluvio eh!

Ah! sì, Desiderio aveva sentito, visto e anche pianto.... ma non lo disse; ora sorrideva per placare il suo portinaio.

— Quella lettera che ho messo sul tavolino?... ah! l’ha letta.... Lei dormiva, e io l’ho lasciato dormire e me ne sono andato....“ma che idea di addormentarsi appena alzato?

— Grazie, Peppino; voi siete sempre buono con me, siete accorto e indulgente.

Peppino non tentò di meravigliarsi punto di questa sua indulgenza, parve anzi assicurare con un brontolìo che forse era la verità, ma per dimostrare che almeno l’accortezza era verità accertata e sacrosanta, domandò:

— O che quel letterone di America ci ha dentro del buono? Io ho visto subito che veniva da lontano.... se i francobolli non le servono, me li può dare, che io ci ho la mia ragazza che ne va matta....

— Pigliate la busta, Peppino....

Peppino eseguì, senza dir grazie. Questa parola bassa non gli usciva mai di bocca, avendo capito che se il decoro della sua posizione umile poteva essere mantenuto di fronte alla superbiaccia degli inquilini il sistema ottimo era di parlare con voce brusca ed impaziente, malmenandone qualcuno ogni tanto.