— E se sono qui, li vedrà; ma intanto lei metta in corpo quella poca grazia di Dio; io me ne vado.

Se ne andò infatti dopo essersi accertato che i suoi ordini cominciavano ad essere eseguiti.

Desiderio, continuando a trangugiare la zuppa di latte caldo, pensava melanconicamente al prossimo incontro col Coppa; gli pareva che, avvisato da una lettera o magari da un telegramma — perchè l’amico suo era sempre stato spendereccio e tanto più doveva essere ora che sentiva il bisogno di alleggerirsi dei suoi pesos — gli pareva dunque che, avvisato da un telegramma, egli andrebbe alla stazione centrale ad aspettare il Coppa e la sua piccola compagna: “Dov’è Speranza? Come sta Speranza?„ e allora invece di rispondere Desiderio si stringerebbe al petto il testone rossigno e piangerebbero insieme.

I bocconi della zuppa di latte non passavano facilmente, perchè questa immagine li tratteneva, ma infine passarono tutti, e quando l’organista solitario depose il cucchiarino nella chicchera si asciugò i pochi peli bianchi che aveva lasciato crescere sul mento e sulla faccia. Li aveva lasciati crescere per negligenza. “Tanto, diceva allo specchio se gli accadeva d’incontrarvi per caso la propria faccia melanconica, tanto a che serve radersi ora?„

In quel mentre tornò Peppino trafelato.

— Sono ancora qui, era già giunto all’ultima scala quando lui mi ha detto: “L’organista è in casa?„ E in casa, ho detto, gli ho portato appena la scodella di latte fresco. — E lui ha detto: fammi il piacere — già, ha un certo modo di parlare quel suo amico, dà del tu grosso un braccio — fammi il piacere di tornar di sopra ad avvertirlo che viene su una visita. Non mi sarei mosso, come è vero Dio, ma quel suo amico ha un certo modo di parlare, di guardare la gente.... (Poteva ben dire tutta la verità, tanto che male vi era?...) e di fare il solletico nella palma della mano.

Rideva l’allegro Peppino; ma vedendo che l’organista era diventato pallido e non trovava parole guardando verso l’uscio, si affrettò a soggiungere con gravità:

— Ora egli viene su a poco a poco per non perdere il fiato, come ho fatto io; la sua ragazza lo accompagna... è una bella tosa... per quello che ho potuto vedere... Eccoli!

Desiderio si era sentito mancare le forze a queste parole del portinaio e stentava a reggersi in piedi; quando Peppino disse: eccoli! il vecchio non si mosse, come da un poco andava pensando di fare per correre incontro all’amico sul pianerottolo, ma per istinto cercò un appoggio, e trovò la tastiera dell’armonio.

Era rimasto un filo d’aria nei mantici che, sprigionandosi, sembrò mandare un sospiro.