— Ma qui non si sta male, osservò Desiderio, sentendosi attratto da una strana simpatia verso quel fanciullo, che portava il suo medesimo nome e che gli si era messo accanto in un modo così insolito, vedrai.....
— Ho già veduto abbastanza, ribattè l’altro con sussiego, il luogo è nero; a me piacciono le case tutte bianche, dentro e fuori, oppure rosse, blu e dorate, con gli scaloni di marmo.
— Come la casa della bella addormentata nel Bosco! esclamò Desiderio.
— Non ci sono mai stato, osservò il Coppa serio serio. È bella?
— Altro!
E Desiderio cominciò a descriverla; ma quando stretto dalle domande del suo omonimo, confessò di non averla veduta se non in un libro, il Matto alzò gli occhi al soffitto e allungò le labbra ad una smorfia di compassione.
Non disse altro per lasciar intendere il proprio pensiero, ma non ce n’era bisogno.
— Vuoi che facciamo un patto?
— Facciamolo.
— Promettiamo d’essere amici per tutta la vita. Vuoi?