— Stasera dunque vuoi andar via? e dove vai? e quando ritorni?
Il Coppa sorrise e assicurò che dopo sessant’anni non rinnoverebbe la fuga dell’ospizio; solamente andrebbe via perchè, qualche cosa di fanciullone rimanendogli anche a settant’anni, non si sentiva forte da sfidare lo sguardo di Bambina. Tornerebbe poi, quando ogni cosa fosse assestata per il contratto e per pagare la dote.
Ecco: Desiderio intendeva benissimo che il Coppa avesse il bisogno d’andarsene subito; certo che se fosse tanto forte, come si era sempre vantato, e tanto filosofo come si vantava ora, rimarrebbe a pigliar per le corna il suo demonio; ma vi è filosofia e filosofia; quella che ha paura forse non è la peggiore; la chiamano prudenza, mentre l’altra più audace non è forse che temerità. Che domani o al più tardi doman l’altro il signor Piero Corruccini si avesse a presentare per chiedere il fatto suo cioè la mano di Bambina, nessuno dei due Desiderii poteva metterlo in dubbio; ma che fosse assolutamente necessario che uno dei due pagasse la dote, e l’altro desse il proprio nome, mentre era così decoroso, così bello, così filosofico per il Coppa che fosse lui solo a far tutto questo, Desiderio, per quanto gli costasse dirlo, non lo poteva intendere.
— Sta bene, acconsentì il Coppa, può essere che abbi ragione tu; per ora l’essenziale è d’andarmene.
I preparativi della partenza furono cosa spiccia: due valigie a mano, nient’altro; più lungo fu invece scrivere le istruzioni a Desiderio perchè nella sua assenza le cose andassero come se lui non mancasse; più lungo ancora radersi. Questa operazione delicata che il Coppa era solito fare con le proprie mani il sabato, fu fatta questa volta in venerdì.
“Il meno che ti possa capitare, assicurò il Coppa parlando a se stesso nello specchietto, è di metterti una virgola sul mento. Bada a te se non vuoi guastare la tua faccia.„ Ma non ci badò abbastanza quando vide Bambina nello specchietto, la quale arrivò proprio a tempo per vedere un orrore... il sangue che guastava mezza la faccia rasa del Coppa, mentre l’altra metà avea tutto il suo pelo della settimana.
— Che cosa ti sei fatto, babbo? esclamò Bambina — ti sei fatto male? domandò Desiderio.
Il Coppa si voltò ridendo.
— Nulla di male.
E contento di potersi lavare nel catino, fin che il sangue non colasse più dalla piccola ferita, pensava che il rasoio era stato più intelligente di lui, facendo ciò che egli non avrebbe saputo fare. Ora poteva ridere forte sotto gli occhi di Bambina, la quale gli aveva detto babbo come gli altri giorni e cercava con l’occhio negli angoli della stanza una tela di ragno per medicarlo. Appena il Coppa non perdette più sangue, finì tranquillamente di radersi; si voltava ogni tanto verso Bambina a ridere della paura che le aveva fatto, e quando la faccia sua fu rasa, la sua determinazione pure fu mutata.