— Senta, signor Corruccini, mi dica che cosa vuol fare, che cosa devo dire io stesso, perchè se posso... creda...

— Mi pare che non ci sia nulla a fare per me... non dica niente... cioè dica alla signorina in che stato sono ridotto... e avrà detto tutto. Io me ne andrò per il mondo, come ho fatto fin qui...

Un’idea si era affacciata al Coppa, e da un poco egli si affaticava a guardarla da lontano, non intendendo bene ancora se fosse da accogliere o da respingere.

— Sto pensando una cosa, disse tranquillamente; non so se sia buona o cattiva; deve decidere lei; sto pensando se sia meglio farsi vedere alla mia ragazza...

Piero fece risolutamente di no col capo.

— No?... Le pare che non convenga, proseguì il vecchio amorosamente, e allora aspetti che la gonfiezza cessi, perchè deve cessare; allora la sua faccia riavrà quasi l’aspetto di prima... non si smarrisca; le ragazze, come la mia, non s’innamorano soltanto d’una faccia liscia. O il cuore, la gentilezza d’animo... tutto il resto non deve contare per nulla?

Piero Corruccini fece un atto di sfiducia; a parer suo tutto il resto contava poco.

— Preferisco che sia informata da lei... se caso mai essa volesse proprio vedere tutta la mia miseria... mi scriva... io abito in via Solferino al 41, terzo piano. Ma sono sicuro che non tornerò più in questa casa.

Il Coppa non gli volle contraddire; accompagnò fin sull’uscio il suo infelicissimo visitatore, e stringendogli la mano con tenerezza gli disse addio.

Poi raggiunse in sala da pranzo Desiderio e Bambina.