— Non l’avevi riconosciuto? Sì, era lui. Io stesso, per verità, con la sua carta di visita in mano, aspettavo che mi dicesse con chi avevo l’onore di parlare. Proprio. È stato il vaiuolo a sfigurarlo a quel modo. Ne fu colto a Nizza un mese fa; ora è guarito perfettamente, ma gli rimarrà il segno fin che campa. Povero figliuolo!

— Era lui, e non ha voluto vedermi! mormorò la fanciulla.

— Non dir così, poveraccio! piuttosto non ha voluto che tu lo vedessi per non farti ribrezzo.

Siccome Bambina ripetè un’altra volta come smemorata: era lui — siccome Desiderio aspettava in silenzio, il Coppa proseguì:

— Che cosa vuol fare? gli ho detto. — Non voglio far nulla; me ne andrò lontano, a nascondere la mia deformità.

— È proprio così brutto? chiese a bassa voce Desiderio.

— Eh! sì... non è bello; ma sicuramente il tempo accomoderà la sua faccia, da non... disgustare come ora... Sì, è proprio brutto, ripetè pietosamente a Bambina, è gonfio e rosso; pare perfino che gli manchino dei pezzettini di faccia. L’ho consolato, come ho potuto... ma la verità è... che non è bello... ecco.

Bambina interrogava ancora con gli occhi pieni di lagrime; il Coppa non sapeva più trovare una parola che lo contentasse, perchè ora gli sembrava d’essere un ipocrita feroce. Andò due volte su e giù, poi uscì in silenzio dalla stanza.

Appena se ne fa andato, Bambina corse a buttarsi nelle braccia di Desiderio, singhiozzando.

— Dunque gli volevi proprio bene?