— Sì, disse tranquillamente, l’ho trovato io; quell’economo del Municipio è una brava persona, sembrava contento di darmi la buona notizia... da lontano mi disse: numero 13! e prima ch’io arrivassi alla scrivania l’aveva già in mano. Faglielo vedere, bimba.

Ed io feci vedere.

Ora il mio signor cugino non trovava parole; guardava la medaglia dai due lati in gran silenzio.

«Eh! via! falla finita, dissi mentalmente, sbottonati che non ci perdi nulla, e io ti sarò grata della seconda medaglia come della prima, tal quale.»

Il cugino carissimo continuava a guardare ora la medaglia, ora la catenella, sempre in gran silenzio.

«Di che temi, continuai come prima, che io possa scaldarmi la lesta per te quando sappia che il donatore sei sempre tu?... bimbo buono, t’inganni.»

Finalmente il dottore Augusto ci annunziò che quello era il numero 13 ch’egli aveva regalato a me.

— Proprio quello? domandai celiando.

— Proprio quello; ha un segno speciale nella coda dell’unità che non è riuscita perfettamente dritta.

— Ma che dubbio ti poteva nascere? domandò il babbo, se ti dico che la catenella me l’ha restituita l’economo del Municipio, quello stesso al quale avevamo fatto la denuncia della....