Io non fiatavo più, ora temevo d’indovinare troppo, e ch’egli si dovesse pentire poi di aver parlato tanto....

— Basta, basta, mormorai....

Ma egli aggiunse ancora una parola che gli uscì di bocca in un rantolo: il disonore.... Poi tacque e le lagrime trattenute gl’irrigarono le guancie.

Io mi voltai verso l’uscio per non vedere; quando egli si fu asciugato il volto lagrimoso, gli dissi:

— Perchè non va parlare così a Tizia?

— Perchè non potrei arrivare fino a lei se qualcuno non mi aiuta.

Era verissimo.

— Ma perchè non è andato a dirle queste cose prima di rinunziare alla sua sposa per sempre, non tutto, ma quello che ora ha confidato a me, anche meno sarebbe bastato... forse.

— Vi pensai allora; e la triste mattina dell’abbandono corsi a lei con la morte nel cuore per parlare come ho fatto ora; ma, vedendola lieta nei suoi preparativi, contenta d’essere fra pochi giorni mia sposa, mi venne meno il coraggio. Pensavo che ella volesse saper di più, ed era suo diritto, e che potesse indovinare molto, troppo, e allora a che serviva il silenzio? Io no, non avevo il diritto di offuscare....

— Non mi dica altro, stia zitto! di là Brigida parla con qualcuno.